Carlo,16 anni.
Il ragazzo di origine egiziana copta è nato a Milano. Lui e i suoi fratelli hanno poche opportunità di vivere esperienze al di fuori dell’ambito domestico. La famiglia dispone di risorse limitate per favorire l’integrazione sociale e scolastica dei figli: la madre a stento l’italiano e il padre è spesso assente per motivi di lavoro. Carlo presenta un lieve ritardo cognitivo e ha diversi problemi alla schiena. In questo contesto, ha accolto con entusiasmo anche quest’anno la possibilità di partecipare gratuitamente a un corso sportivo. Ha scelto nuovamente la palestra vicino a casa, dove prosegue un percorso individuale seguito da un personal trainer che lo segue anche nel recupero fisico.
Carlo frequenta l’impianto sportivo con regolarità, 3 o 4 volte a settimana, e riferisce di trovarsi molto bene, in particolare dal punto di vist arelazionale. La palestra, selezionata anche per l’attenzione rivolta al monitoraggio dei minori, si è confermata un ambiente accogliente e di supporto. L’esperienza di quest’anno è stata per lui molto positiva: si è sentito seguito, sostenuto e valorizzato.
Isa, 12 anni.
Isa è poco più di una bambina ma ha già conosciuto il peso di un’infanzia difficile, segnata da traumi e da un allontanamento forzato dalla sua famiglia a causa di gravi situazioni familiari.
Da qualche tempo è accolta nella comunità per minori del CAF dove si lavora per offrirle un ambiente sicuro, stabile e stimolante. Tra le opportunità che ha potuto cogliere quest’anno, ce n’è una che ha fatto la differenza: la possibilità di frequentare un corso di pattinaggio sul ghiaccio. Isa ha iniziato il corso di avviamento al pattinaggio con un entusiasmo contagioso. Fin dalle prime lezioni, si è mostrata determinata, attenta e incredibilmente portata per questa disciplina. Lo sport, per lei, non è stato solo un’attività ricreativa, ma una vera e propria via d’uscita: un terreno nuovo su cui riscoprirsi capace, forte, ingrado di migliorare e di brillare.
A inizio gennaio 2025, le insegnanti del corso hanno chiesto un confronto con gli educatori della comunità. Erano colpite dal talento naturale e dalla dedizione di Isa, e proponevano di farle fare un salto importante: entrare nel corso avanzato diperfezionamento. Per una bambina come Isa, con un passato segnato da dolore einsicurezze, questo riconoscimento ha avuto un impatto profondo. Salire di livello non è stato solo un traguardo sportivè stato un segnale forte che lei può farcela, che il suo impegno vale, che ha un posto dove essere vista e valorizzata. È stata una spinta potente alla sua autostima, un primo passo concreto verso una nuova immagine di sé: non più solo una bambina ferita, ma una giovane atleta in cammino verso il riscatto. Il passaggio al corso avanzato, però, ha richiesto anche un grande impegno. Le lezioni si sono intensificate: due allenamenti a settimana, ciascuno della durata di due ore, che Isa ha affrontato con costanza e forza di volontà, nonostante gli impegni scolastici e le molte esigenze legate alla sua complessa situazione familiare e comunitaria. È riuscita a conciliare tutto con maturità e responsabilità sorprendenti per la sua età, dimostrando quanto fosse importante per lei non lasciarsi sfuggire questa opportunità.
Eliz, 11 anni.
Pur mostrando una grande passione per il mondo marino, durante le vacanze estive Eliz, desiderosa di scovare pesciolini, aveva bisognoso di un supporto in più dato da materassini o cintura per sentirsi serena e sicura in mezzo al mare; per questo praticare nuoto costantemente durante l’anno la sta aiutando ad acquisire sicurezza, padronanza del movimento ed autonomia.
Questo sport si sta rivelando la scelta giusta per lei, che non vede l’ora dell’arrivo del caldo per potersi sperimentare in acque libere e giocare assieme agli altri membri della comunità in totale serenità, senza supporti, potendo contare sulle abilità acquisite durante il corso.

Stefano, 11 anni.
Grazie ad un suo compagno di scuola, nella primavera ha cominciato ad apprezzare questo sport e durante l’estate ha maturato la consapevolezza e la giusta motivazione per buttarsi in una nuova avventura! Quest’estate Stefano è cresciuto, forte dei legami creati all’interno della comunità, interagisce maggiormente e con più sicurezza con i suoi pari: avere un luogo al di fuori della scuola per intessere relazioni positive è fondamentale.
Ha imparato, inoltre, a gestire il tempo e organizzare il lavoro scolastico in modo tale che non ricada nei giorni in cui ha l’allenamento; certo a volte la stanchezza si fa sentire, ma avere un luogo in cui poter sfogare le proprie energie in modo costruttivo è certamente importante soprattutto nella preadolescenza.
Si è confrontato anche con l’emozione delle prime convocazioni nelle partite ufficiali… Giocare davanti ad un pubblico, vivere e condividere insieme alla squadra tutte le emozioni positive, ma anche negative in caso di sconfitta, con il giusto spirito agonistico senza mai perdere di vista l’obiettivo ultimo dello sport…divertirsi! Per lui l’allenamento diventa anche un’occasione per sperimentare l’autonomia visto che si reca da solo al campo.
Questo sport si sta rivelando la scelta giusta per Stefano, che esce dagli allenamenti stanco fisicamente ma rigenerato mentalmente. Con la bella stagione cominceranno le sfide nel cortile della comunità per crescere sempre di più e diventare la nuova stella dell’Olimpia Milano!

Sara, 14 anni.
Quest’anno ha iniziato le superiori, una scuola nuova, un ambiente diverso e qualche amico in più da conoscere e con cui costruire un’amicizia. Per lei, quindi, è stato importante poter contare su un gruppo di amiche consolidato, unito e presente come quelle che ha stretto durante gli allenamenti di pallavolo.

Sara ha trovato nella pallavolo uno sport grazie al quale fare movimento, sfogarsi e passare del tempo fuori da casa, ma in un contesto protetto e sicuro.
Dopo il primo anno di esplorazione, questo è quello della consapevolezza: si è mostrata più competente, capace e ha cominciato a essere “messa in campo” in molteplici partite, partecipando attivamente alle vittorie e alle sconfitte, della squadra e vivendo appieno i momenti che seguono le competizioni. È sempre più appassionata a questo sport anche al di fuori degli allenamenti, esce spesso con le amiche ormai da tutti noi conosciute come “della pallavolo” e partecipano insieme a molteplici eventi stimolanti, divertenti e davvero arricchenti.
Molte volte, infatti, durante il weekend la squadra si è recata a vedere la serie A di pallavolo e ha partecipato ad incontri ed esperienze con pallavolisti professionisti: quali migliori occasioni per imparare, crescere e soprattutto innamorarsi ancor di più di uno sport!
Sara sembra aver trovato un “porto sicuro”, sano e stimolante nell’ambiente sportivo che frequenta, appare contenta, soddisfatta ed entusiasta di questa scelta che ormai rappresenta una costante e una certezza nella sua quotidianità e nella sua vita.

Sara, grazie al Progetto GRINTASORRISO "porta a casa” numerose presenze in campo durante le partite disputate, un notevole miglioramento rispetto all’anno passato e molte uscite “extra-sport” con le amiche conosciute all’interno del contesto sportivo. Si conclude l’anno con la consapevolezza che anche il prossimo inizierà all’insegna della pallavolo e delle compagne ormai amiche. 


Francesca ha 14 anni e da 4 vive in una comunità di accoglienza per minori di Milano. La storia di Francesca è una storia di abbandono, difficile, travagliata, fatta  di solitudine e mancanze. All'interno della comunità però la sua vita piano piano ricomincia e Francesca scopre una nuova passione che finalmente la entusiasma e le da la voglia di impegnarsi in qualcosa che è tutto suo, la pallavolo! Grazie a GRINTASSORISO, si è inserita in corsa in un gruppo di ragazze grandi, già coeso, inizialmente facendo solo gli allenamenti e convocata talvolta per la partita. Conoscere le compagne, vincere la propria diffidenza e farsi valere in un gioco che sapeva ma non aveva mai praticato, non era semplice. Dalla propria aveva però il calore di un ambiente competitivo ma sano e solidale e la fiducia di chi accanto a lei lo sosteneva.
Oggi Francesca è inserita a pieno titolo nella squadra e affronta, anche grazie a questa piccola vittoria sportiva, con più fiducia un mondo che sa essere buono e gentile con lei.